Pistoia occupa un posto di rilievo nel panorama delle città d’arte italiane, costituendo una forte attrattiva per studiosi e appassionati. La fortuna moderna dei monumenti medievali e rinascimentali di Pistoia, contraddistinti da un ricco corredo scultoreo (fregi, architravi e pulpiti scolpiti), compone un capitolo originale della storia del gusto e del viaggio in Toscana. Già a partire dal 1906, per iniziativa di alcuni esponenti della locale società di studi storici, fu attivo per qualche tempo in città un gruppo di “Amici dei Monumenti”, nato con l’intento di “ricercare e visitare i monumenti d’arte e più specialmente di Pistoia e del suo circondario, per diffonderne la conoscenza, vigilarne la conservazione e favorirne e sollecitarne il ripristino”. Erano quelli gli anni del dibattito sul potenziamento della prima raccolta museale cittadina, che aveva il carattere di un lapidario ed era provvisoriamente ospitata nei locali monumentali dell’ex-convento di S. Francesco. Solo nel 1922 il Museo Civico di Pistoia trovava sede nel Palazzo Comunale con un’ampia dotazione di opere d’arte. Dopo varie ristrutturazioni e incrementi il Museo Civico ha ricevuto il definitivo ordinamento all’inizio degli anni Ottanta, a seguito della sistemazione delle raccolte ottocentesche (in particolare della collezione Puccini) e di una approfondita indagine sulla cultura artistica pistoiese dell’Otto-Novecento. Questa ricognizione storico-critica, accompagnata da una privilegiata attenzione per l’attività didattica, ha costituito un importante stimolo per l’approfondimento degli studi, contribuendo alla valorizzazione del patrimonio artistico locale, estremamente vario e significativo nelle diverse epoche storiche, e alla sensibilizzazione del pubblico sulla base di nuove sollecitazioni culturali.
In questo contesto si colloca la nascita dell’associazione degli Amici dei Musei e dei Monumenti di Pistoia, avvenuta nel gennaio del 1997. L’associazione, no-profit, si fonda sul volontariato ed è rivolta alla valorizzazione, alla conservazione e alla tutela del patrimonio artistico e culturale della provincia di Pistoia nelle sue varie componenti e testimonianze, da quelle più antiche sino alle contemporanee. In particolare, gli Amici dei Musei e dei Monumenti intendono affiancare e sostenere le raccolte museali, le collezioni d’arte pubbliche e private e le istituzioni culturali pistoiesi, concorrendo a potenziarne, direttamente o indirettamente, le attività e le iniziative. Grazie agli scambi e alla collaborazione con associazioni amiche (e in particolare con quelle affiliate alla F.I.D.A.M.) l’attività sociale include appuntamenti periodici con riunioni di studio, incontri e visite guidate a mostre, musei e monumenti.
Nel suoi primi cinque anni, l’associazione ha organizzato numerose iniziative: circa un centinaio tra visite, lezioni, incontri e aperture straordinarie (come quelle della chiesa di S. Maria a Ripalta, nell’ambito del progetto regionale “I Luoghi della Fede”). Particolare attenzione è stata riservata alla realtà locale, con visite speciali alle nuove realizzazioni del Museo della gente dell’Appennino Pistoiese di Rivoreta, dei musei d’arte sacra di Popiglio e della Ferruccia, del Museo della città e del territorio di Monsummano, delle case-museo di Giuseppe Giusti e di Fernando Melani, senza tralasciare presentazioni di restauri o visite a collezioni e ambienti meno accessibili come la Raccolta dei ferri chirurgici e l’antica Sala anatomica dell’ospedale del Ceppo, la cappella di palazzo Pallavicini Rospigliosi (con gli affreschi di Giovanni da San Giovanni), la Compagnia della Vergine Assunta di Serravalle, l’Oratorio di S. Antonio Abate di Pescia.
Altre visite a mostre e musei hanno seguito filoni privilegiati, legati a tematiche specifiche: sul versante delle arti applicate (Museo della vetrata artistica di Roma, Museo delle porcellane di Doccia, Museo del Tessuto di Prato, degli Strumenti musicali della Collezione Medicea, Museo Stibbert e Fondazione Lisio di Firenze, Museo di Cluny) e sul versante della ricerca etnografica (con le visite al Museo Guatelli di Ozzano Taro, dell’Agricoltura di S. Martino in Rio e della Bilancia di Campo Galliano di Modena o alla mostra di fotografie di viaggio di Fosco Maraini, ospitata dal Museo Marino Marini di Firenze). Speciale riguardo è stato riservato ai musei d’arte sacra della Toscana e in particolare a quelli dell’Opera del Duomo di Firenze, di Prato e di Pisa. Varie sono state le occasioni per avvicinare capolavori d’arte antica, particolarmente stimolanti quelle legate alla presentazione del Museo Nazionale di San Matteo a Pisa (anche in occasione della mostra “Sacre Passioni”) e del Museo di San Marco a Firenze (per il restauro della Biblioteca di Michelozzo) o alla mostra pistoiese su papa Giulio Rospigliosi (Clemente IX), con un’interessante appendice al Museo del Louvre.
La cultura della Pistoia otto-novecentesca, meta di artisti e viaggiatori, è stata illustrata nel corso della visita alle rassegne dedicate all’editoria turistica e alla figura del pittore danese Kristian Zahrtmann. La ricerca estetica contemporanea è stata invece al centro degli incontri riguardanti artisti come Marino Marini e Pietro Bugiani, Benvenuto Benvenuti, Italo Zetti, Sirio Tofanari e Galileo Chini, i critici Renato Fondi e Carlo Ludovico Ragghianti, le realizzazioni di Beverly Pepper, Claudio Parmiggiani, Jaume Plensa, Dani Karavan, Magdalena Abakanowicz, Diego Esposito, Bill Viola, presentate a Firenze, alla Fattoria di Celle e a Carmignano.
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